Mi ricordo di un signore in giacca e cravatta, particolarmente in carne, con degli occhiali, un ipad tra le mani, la sigaretta elettronica nel taschino della giacca e costantemente al telefono. Aveva l’espressione di chi pensa sicuramente di avere qualcosa in più di te. Ovviamente nel treno, capita che guardi spesso le persone accanto a te o nella tua cabina. Per quanto puoi ascoltare la musica e sognare,pensare…l’attenzione cade sempre per un po’ sulle persone che si hanno intorno. E allora io lo osservai ed osservai il signore che gli stava di fronte, totalmente diverso. Opposto. Un uomo che aveva il volto del sacrificio, del sapersi arrangiare dato anche i tempi in cui ci troviamo. “Il treno farà ritardo, ci scusiamo per il disagio”. Non so quante volte questo messaggio fu annunciato quella sera. E allora un po’ sbroccai. Iniziai a chiedere il perchè di tutti questi ritardi e i due uomini mi risposero che sicuramente erano causa di scioperi per la politica e cose del genere. Mi uscì spontaneo dire “ma se l’andassero a prendere con i politici, li ammazzassero..invece di creare disagi a chi magari vuole solo ritornare a casa!”. Il tizio giacca&cravatta sorrideva, ma non perché io fossi piuttosto divertente, ma per ciò che avevo detto e per ciò che lui era. Ebbene sì, era un politico che mi rispose con la solita aria di sufficienza e mostrando un sorriso “io mi occupo di politica, sono un politico”. Io ovviamente, ne approfittai per fargli capire esplicitamente il mio pensiero sull’Italia, la politica..ma soprattutto sui politici. Io non so il suo nome, doveva essere qualcuno di importanza minore che noi paghiamo senza nemmeno sapere. So solo che nacque una discussione e da grande oratore, mise sotto la luce dell’ignoranza, il signor sacrificio, facendolo risultare poco e male informato. Poi, cercò di dire a me, che siamo noi giovani a doverci muovere per fare qualcosa, per cambiare la situazione. In quel momento volli pensare che fossi io la persona superiore e lo snobbai. Perchè queste uscite di scena da un discorso serio, le può fare solo chi cerca di coprirsi il culo. E poi non avevo tanta voglia di discutere, né abbastanza informazioni valide per poter affrontare una discussione come si deve. Quel viaggio terminò, finalmente. Tra ritardi e politica non so cosa potesse infastidirmi di più.
Avendo visto un cartello interessante, mi decido ad entrare nell’agenzia immobiliare. Per entrare devo aprire la porta e la porta non si apre. Io spingo e non si ape. Per poco non la butto a terra. Presa dal panico sto per sbattere le mani sul vetro per riuscire ad attirare l’attenzione del tipo alla scrivania posto di fronte la porta. Il tizio, per mia grandissima fortuna, era distratto e guardava al pc e non ha potuto notare la scena di panico avvenuta davanti a lui.
…Vedo il campanello sul muro e busso. Poi saluto annuendo. Come se lo conoscessi da ventordici anni. Il tipo mi fa un grande sorriso e mi apre la porta. “Dimmi”, si rivolge a me. “Ecco, io ho visto un cartello di un appartamento in affitto in vetrina e sarei interessata!”, gli dico. Poi parlo per tipo 3/4 d’ora restando in piedi , imbambolata davanti a lui , seduto dietro la scrivania. Parlo a raffica,come sempre. Cerco di non impappolarmi, come sempre. Lui molto calmo, io molto concentrata e attenta. Poi mi fa accomodare.
Si parla della casa, del motivo per cui scappo di casa. Una conversazione piacevole. Un tipo simpatico, abbiamo riso molto. Battutine qui, battutine lì. Nel parlare mi esce spontaneo dargli del “tu”, poi me ne rendo conto e gli dico, come se io di anni ne avessi 394834939 .. :” Ti do del “tu” perchè mi sembri giovane!”. Bene, ci diamo l’appuntamento per vedere la casa e lo saluto. Aveva un’espressione divertita, io anche e nel frattempo mi ero calmata.
Dati gli accordi, mi alzo, gli stringo la mano e mi dirigo verso la porta. La tiro verso di me, ma non si apre. Lo ripeto per 367623 volte. Poi mi giro e gli dico “devo tirare, vero?!” , “si,si” mi risponde. Io insisto, ma non si apre sicchè mi rivolgo sempre a lui dicendo: “Sicuro? Perchè non si apre!”. Lui mi risponde :”Uhm prova a spingerla un po’ in avanti e poi tiri”. Seguo il suo consiglio e la porta magicamente si apre. Prima di uscire esordisco con tale frase :” Eh, è che ho sempre avuto un problema con le porte!” ..Lui scoppia in una risata infinita, io anche. Poi scappo.
Ti do del “tu” perche’ mi sembri giovane? è.è
Ho sempre avuto un problema con le porte. La ragazza col problema delle porte. Ma era pure carino! Vabbè, ciaoaaoaoaoaoaoao proprio.
©vivarah
- - Vivarah; (19.) - Una ragazza,dei sentimenti e delle situazioni. Parole. Un pò poesia, un pò sfogo.